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LE DECISIONI POLITICHE DEL C.N. DEL 4 LUGLIO 2009
LEGA ITALIA scende in campo nello scenario attuale proponendosi come il Partito del moderno liberismo solidale che Berlusconi ha lanciato nel 1994 e che però ha tradito imponendo una personalizzazione verticistica della politica, una sua mediatizzazione esasperata, la mortificazione della democrazia e la nascita di un Popolo della Libertà con cui si è disperso ogni punto di riferimento.
LEGA ITALIA si colloca tra gli eccessi, le faziosità, le spinte culturalsecessionistiche della Lega Nord e la confusione fascisteggiante del Popolo della Libertà.
LEGA ITALIA predica il bipolarismo, ma non il bipartitismo ed è a favore di coalizioni elettorali tra forze quanto più possibile omogenee, onde dare stabilità ai governi del Paese. Solo questo assetto delle forze politiche, almeno nel momento presente e nel quadro della tradizione italiana, permette la salvaguardia delle identità culturali e politiche ed al tempo stesso permette che forti concentrazioni di consensi non monopolizzino la gestione della politica, non ingessino il sistema e si traducano in prevaricazioni.
La presenza di forze politiche che si frappongono tra le grandi concentrazioni, lungi dal porsi come tendenza al ritorno ad un centrismo ormai improponibile perché superato dalla storia, costituisce fonte di bilanciamento, di garanzia da pericolose fughe in avanti o indietro, di una elaborazione progettuale in modo da costituire una più realistica cinghia di trasmissione tra Paese reale e mastodonti della politica, in quanto tali sempre in crescente difficoltà ad esserne efficaci interpreti.
Non è dubbio che a questo compito abbia incisivamente atteso la Lega Nord in questi anni, ma nessuno può negare l’assenza di ogni afflato liberale in questa importante formazione politica, la quale ha trovato terreno fertile nelle forti contrapposizioni di questi anni tra centro sinistra e centrodestra, causata dalla strumentalizzazione mediatica ed elettorale ed ancora dai temi forti dell’immigrazione e della sicurezza che nell’ultimo decennio l’hanno fatta ingiustamente da padroni ed hanno determinato la vittoria dell’uno o dell’altro schieramento. Il successo della Lega Nord è determinato soprattutto dalla rudezza dei suoi messaggi, dalla parzialità delle visioni relative alle cose nazionali e da una tensione nordista indiscutibile. Tutte cose che hanno messo in luce la cifra impositiva, la visione la visione schematica e talvolta persino una certa brutalità che con il liberalismo non hanno nulla da spartire. Il risultato che è oggi sotto gli occhi di tutti è che il leghismo del Nord ha spaccato ancor più il Paese in due e la condizione del Sul è certamente peggiorata, non è migliorata.
Le istanze della Lega Nord debbono essere interpretate o vissute in senso liberale e questo è un ruolo che il partito di Bossi non può svolgere, per le sue radici, per la composizione del suo popolo, per la settoriale rappresentatività del territorio nazionale e LEGA ITALIA vuole avere questa sua prima fonte di collocazione. I problemi dell’immigrazione, dell’istanze delle Partite Iva, della sicurezza possono essere affrontate anche con i metodi della Lega Nord ed è anche da dire, forse, che c’è stato un momento storico in cui le spallate di Bossi potevano avere persino un senso, ma, superato l’impatto iniziale e dovendosi puntare ad un andamento a regime, è evidente che il bagaglio strutturale della Lega Nord non soddisfa ed è destinato a perdere smalto ed efficienza. Occorre la interpretazione liberale, l’applicazione del moderatismo economico, politico e culturale, per dare risposte stabili, durature, non dirompenti e rivolte non solo ad una parte politica ma all’intero Paese. Questo è uno dei ruoli che LEGA ITALIA si è assunta e che vuole concretamente esercitare.
Fino a quando ha funzionato Forza Italia, fino a quando il berlusconismo è stato rispettato nella sua intima essenza liberale, liberista e solidale in maniera moderna, l’argine alla Lega Nord ha funzionato. Ora, dopo la scomparsa di Forza Italia come essenza politica, questo argine non funziona più e lo strapotere della Lega Nord, rischia di fagocitare ogni cosa in maniera che può ritenersi pericolosa.
LEGA ITALIA è pronta a raccogliere il testimone delle istanze leghiste non più coniugabili con la ruvidezza che certe soluzioni e di certi programmi e con disprezzo per il Sud.
Non può a tutto ciò pensare il Popolo della Libertà, un mastodonte delle caratteristiche culturali irriconoscibili perchè inesistenti, come conseguenza del coniugio innaturale tra il liberismo di Berlusconi ed il fascismo di Fini. Il Popolo della Libertà vacilla ogni giorno di più perché smaltendosi ubriacatura per Berlusconi si realizza progressivamente la sua sconnessione, non tanto per un problema di carisma, ma perchè la confusione creatasi tra le due concezione della politica ha oscurato gli aspetti positivi dell’una e dell’altra ed ha fatto derivare una magmatica situazione volgente verso la dispersione. La creatura di Berlusconi divenuta sempre più solo Berlusconi, e la progredente degenerazione è segnalata dall’assenza del benché minimo tasso di confronto politico, dall’assoluta lontananza del partito dalla democrazia interna, dalla gestione monarchica che si abbevera al decadentismo dei suoi quadri, attenti solo all’accaparazione di poltrone e di privilegi economici o personali. Del liberalismo, insomma, di quello che aveva fatto grande Berlusconi per averlo reinterpretato alla luce della esigenza moderna, non c’è più nemmeno l’ombra. Ci vuole una forza politica che si assuma questo gravoso compito di essere pronta e presente a fare da contenitore delle istanze liberali e liberaliste che prima o poi non potranno non distaccarsi dal Popolo della Libertà, una forza politica che si proponga come elemento di conservazione del purismo della cultura liberale per come emerso nel contesto inaugurato nel 1994 da Silvio Berlusconi. Questa forza politica si chiama LEGA ITALIA che in simile finalità ravvisa la seconda, fondamentale ragione di esistenza.
E’ evidente che un simile contesto rende agevole la identificazione della posizione di LEGA ITALIA rispetto alle altre forze politiche che fuoriescono dallo schema dei due grandi partiti, Partito Democratico e Popolo della Libertà.
E’ ovvio che LEGA ITALIA guardi con favore alla presenza di forze intermedia tra questi due grandi partiti perché in esse ravvisa il comune denominatore dell’assolvimento ad una funzione di riequilibra tura ed equità del sistema, insieme alla tutela delle diversità. Ciò riguarda non solo, naturalmente, la Lega Nord ma anche UDC ed MPA di Raffaele Lombardo. LEGA ITALIA si pone come punto di riferimento per una aggregazione di tutte queste forze politiche, con l’avvertenza della necessità che ciascuno di essi conservi o sviluppi un suo respiro nazionale. Tanto per essere chiari, è massima la contrarietà alla formazione di una forza politica del Sud la quale avrebbe le stesse carenze, gli stessi difetti e potrebbe produrre le stesse negative conseguenze proveniente dalla irruzione della Lega Nord. Una cosa è sostenere l’autonomismo, che LEGA ITALIA sostiene con determinazione, altra cosa è essere espressione di un solo territorio, fosse anche una intera regione, perché ciò implica necessariamente la svalutazione degli interessi nazionali o di qualsiasi altro territorio. LEGA ITALIA approva, per questa ragione, la recente evoluzione del MPA di Raffaele Lombardo caratterizzata dalla presenza, pur se iniziale od embrionale, in tutto il territorio nazionale, realizzata attraverso la partecipazione alle “europee” ed alle “amministrative” in molte parti d’Italia, ma il pericolo della ghettizzazione territoriale è sempre in agguato ed è un pericolo che sicuramente non si corre con la politica di LEGA ITALIA la quale ha la sua specificità proprio nell’aver saputo o voluto coniugare l’autonomismo con i valori e con gli interessi nazionali. In ciò risiede la ragione per la quale LEGA ITALIA si pone come elemento ordinante dell’aggregazione delle forze politiche che si collocano tra Partito Democratico e Popolo della Libertà, pur nella consapevolezza del maggior radicamento, non fosse altro per il tempo di presenza sulla scena della politica, di componenti come Lega Nord, UDC, MPA.
L’auspicio è che questa aggregazione possa essere realizzata quanto prima, ma LEGA ITALIA è già operativa onde farsi come poli di attrazione, anche esclusivo, di quelle istanze politiche che convengono sul predetto denominatore comune della necessità di costituire una forza di equilibratura rispetto al pericolo di totalizzazione da parte della forza politica presente in maggioranza, di volta in volta secondo il risultato elettorale.
LEGA ITALIA è in posizione di totale chiusura rispetto alla sinistra italiana soprattutto rispetto a questa sinistra, con la quale, pure, ritiene doveroso, necessario il confronto la cui costruttività sarà determinata soltanto dalla capacità della sinistra stessa di evolvere verso la socialdemocrazia, impostata, come è notorio, su qual moderatismo, pur nella fermezza sulla necessità di perseguire determinati ideali, che è parte integrante della liberaldemocrazia e che quindi ben può costituire il terreno di un costituito confronto per il bene del Paese.
Questa puntualizzazione serve a dire che LEGA ITALIA si propone come obiettivo primario, appartenendo alla identità del Partito di essere la forza politica esclusiva di riferimento per la equilibratura del sistema basato sulla presenza delle due aggregazioni politiche, ma con realismo afferma la esigenza di convergente di più componenti che abbiano il medesimo obiettivo. Questo, però, potrà avvenire nei soli confronti dei partiti che conducono una chiara politica liberale o, come oggi si dice, di centrodestra. L’augurio che l’UDC torni in giusta direzione è forte, pressante e costituirà l’obiettivo costante di LEGA ITALIA, ma nella chiarezza che, se e fino a quando questo partito riterrà opportunisticamente di scegliere il centrodestra o il centrosinistra, come accaduto nelle recentissime consultazioni elettorali amministrative, non c’è spazio per aggregazioni, coalizioni o cartelli elettorali con LEGA ITALIA. Egoisticamente, potrebbe persino convenire che l’UDC prosegua in questa ambiguità perché non è dubbio che LEGA ITALIA potrebbe beneficiare, almeno in parte, del consenso di chi in quel partito non vuole avere legami con la sinistra, ma nell’interesse generale la riconduzione a ragione dell’UDC deve essere un obiettivo primario ed inderogabile.
Essendo la politica l’arte del possibile, è molto delicata, e va affermata con chiarezza, la posizione di LEGA ITALIA rispetto alle modalità di gestione della politica da parte di Berlusconi. La delicatezza deriva principalmente dal fatto che LEGA ITALIA ritiene il berlusconismo una filosofia politica, per quanto affermato più intuitivamente che razionalmente e propagandata ancora peggio, alla quale ispirarsi per la sua sostanza fatta di liberismo solidale.
E’ naturale che LEGA ITALIA intende esprimere un leader politico capace di guidare il Paese, ma nell’attuale momento storico, esposto peraltro anche a cambiamenti repentini, è prioritaria, per una politica liberale, la esigenza di perpetuare la sconfitta della sinistra. Poiché la politica non è solo l’arte del possibile ma anche razionale cinismo, non è dubbio che Berlusconi, che ha spazzato via la sinistra radicale dai Parlamenti nazionale ed europeo ed ha ridotto il resto della sinistra ad una presenza sterile, fino a quando la sua parabola discendente non sarà giunta a livello tale da non poter assolvere a questa funzione, deve essere sostenuto, nel senso che, laddove non vi siano le condizioni per il prevalere di un leader di LEGA ITALIA che possa guidare il Paese, il consenso di LEGA ITALIA per Berlusconi non potrà venir meno.
Berlusconi, non sta bene a LEGA ITALIA, ma anche i recenti avvenimenti che ne hanno messo in luce leggerezza di comportamento rispetto al ruolo istituzionale che ricopre, discutibile moralità rispetto alle esigenze di salvaguardia dei valori della famiglia, vene di autentico libertinaggio come stile di vita piuttosto che situazioni eccezionali e perdonabili, hanno dimostrato che la sinistra non ha e non è in grado di addurre argomenti politici per battere Berlusconi e con lui la politica di centrodestra. Questo significa che dietro la sinistra per un “dopo Berlusconi” che ad esso faccia riferimento, non c’è nulla, se non il passato di D’Alema e Prodi che ha segnato il Paese di una negatività mai conosciuta. Per queste ragioni a LEGA ITALIA Berlusconi non sta bene ma, persistendo la condizione attuale, è disposta a tenerselo, anche se, auspicabilmente, meno tempo possibile.
E’, invece, lotta dura di LEGA ITALIA contro la politica di Berlusconi, giacchè la sua principale responsabilità che poi in politica è tutto è, secondo LEGA ITALIA, quella di aver distrutto la democrazia ad ogni livello. L’ha distrutta nelle istituzioni uccidendo la rappresentanza popolare in Parlamento; l’ha distrutta nel governo ed in tutte le articolazioni del potere esecutivo dove le scelte dei responsabili sono state quasi sempre ispirate, nel migliore dei casi, ad interessi personali e comunque non generali, mentre frequentemente clientelismo, ragioni non sempre morali e quant’altro l’hanno fatta da padroni; ha distrutto la residua e già bassissima fiducia dei cittadini nella giustizia perchè, invece di riformarla, ha ingaggiato una violenta guerra, dovuta sempre ad interessi personali, con la magistratura, che già di basso livello, ha toccato il fondo.
Ma Berlusconi ha distrutto la cosa più importante della democrazia e cioè il modo di gestione della politica fondata su di una vera e propria dittatura personale, annullando qualsiasi momento di confronto e dando spazio ad un dispotismo che nemmeno il fascismo di Mussolini ha conosciuto o che comunque era tollerato per le cose utili fatte alla comunità nazionale, di cui in questi anni s’è visto molto poco. E in questa impostazione dittatoriale prescelta da Berlusconi che si colloca la strumentalizzazione dei media che ha fatto nascere la leggenda di Berlusconi come grande comunicatore LEGA ITALIA non intende prendere posizione sulla esattezza di questa nomea che circonda Berlusconi perchè a non pochi sarebbe riuscita l’operazione, disponendo di tre televisioni private, due canali statali delle televisioni pubbliche. LEGA ITALIA afferma che, più che un grande comunicatore, nel tempo Berlusconi si è rivelato un grande imbonitore al quale la acriticità popolare ha decretato e continua a decretare successo, ma al quale con velocità imprevedibile il consenso potrebbe essere ritirato. Gli annunci non seguiti dai fatti non si contano, le battute ad effetto per assassinare la critica sono all’ordine del giorno, la trovata sorprendente da “Vesuvio della Certosa” gli hanno consentito la costruzione di un personaggio strabiliante, ricco sfondato ma con l’euro in tasca da dare alla vecchietta che lo ferma per strada, insomma di un personaggio veramente da basso impero, capace di meravigliare e di abbagliare, ma soprattutto di non fare ragionare.
Berlusconi calpesta la democrazia a tutti i livelli e non poteva mancare, essendone anzi la base per il raggiungimento di tutte le abnormità fin qui descritte, la eliminazione totale di essa nel partito che si è costruito a suo uso e consumo, con la convivenza di quel che restava di Alleanza Nazionale. Presidente del Partito a vita, responsabili nazionali, regionali, provinciali, di frazioni, di quartiere, di borgata, tutti scelti dal capo scrivendo i nomi su pezzi di carta che debbono essere eseguiti che sono ordini indicibili. Un partito senza congressi, senza confronto interno, senza proposte, senza diritto di parola, un Partito fatto di centri di potere personale, di tutela degli interessi del capo e dei suoi colonnelli e dove prevalgono nani e ballerine come destinatari di qualche manciata di pubblicità, di gloria, di incarichi di cui si avverte tutto il vuoto un attimo dopo.
E’ insomma, il partito di plastica per un dittatore che non vuole sentire parlare nessuno di niente.
LEGA ITALIA vuole spazzare via tutta questa assurdità e vuole assumersi la responsabilità di questo percorso affinchè esso sia effettuato alla luce della pratica dei principi liberali, giacchè, altrimenti, con il facile argomento, da molti condiviso, di doversi liberare di Berlusconi, la sinistra potrebbe approfittarne per far transitare il Paese verso un’altro, persino peggiore cultura.
LEGA ITALIA è favorevole all’elezione del premier da parte del popolo, perchè ciò rappresenta indiscutibilmente una fonte di semplificazione della politica e di stabilità dei governi, ma sostiene l’esigenza di coalizioni elettorali, nel quadro di un proporzionalismo temperato da una soglia di sbarramento fondato del sistema delle preferenze , purchè studiato in modo che non si presti alla corruttela della politica, che ne era stata la ragione dell’abolizione. Ciò che ne ha fatto Berlusconi della abolizione delle preferenze determinando un passaggio ad una partitocrazia dalle proporzioni mai esistite favorendo la degenerazione verso la immoralità, è situazione dotata di una gravità incomparabile con i danni del passato e che comunque debbono essere eliminati LEGA ITALIA è, però, contraria alla diminuzione del numero dei deputati, mentre è favorevole all’abolizione totale del bicameralismo e persino del Senato. Simili modificazioni, se accompagnate dalla diminuzione del numero dei deputati, determinerebbero una scarsa rappresentatività popolare della Camera dei Deputati la quale, invece, dovrebbe poter essere addirittura accresciuta, di componenti posto che si tratterebbe dell’unico parlamento esistente, destinato, da solo, ad emanare le leggi dello Stato.
LEGA ITALIA ritiene prioritario l’abbattimento della barriera tra Nord e Sud che la Lega Nord ha fatto diventare più alte e spesse. Questo significa attuare un piano duro ed intransigente di eliminazione di ogni forma di mafia, milita riscontro le zone del Sud più impregnate di criminalità e contemporaneamente curando la creazione di infrastrutture e di condizioni lavorative di crescente rilievo.
Sempre nell’ambito del settore della criminalità LEGA ITALIA ha prescelto un altro campo di confronto che è quello della lotta alla violenza sessuale ed alle cosche pedofile. Non è problema di legge, la cui genericità spesso è causa di disapplicazioni esponendo al rischio di far cadere nella rete violazioni modeste punite gravisimamente e di non perseguire le cose serie. LEGA ITALIA ritiene occorrano strutture di polizia giudiziaria che si dedichino esclusivamente a questo settore, attraverso, ad esempio, la istituzione di strutture centralizzate ma capaci di coordinarsi con una capillare organizzazione periferica. Solo la considerazione per internet e per tutte le attuali espressioni della computerizzazione, attuale, fa agevolmente emergere la fallacia e la inefficienza di un sistema preventivo e repressivo della violenza sessuale ed in specie della pedofilia, che sia scisso dall’intervento dello Stato su questi strumenti di comunicazione, sui quali viaggiano affari per milioni di euro.
Questo significa che LEGA ITALIA vuole una riforma del sistema sicurezza e del sistema giustizia, radicale. Una polizia ben pagata, garantita giudicamente ed efficiente; una giustizia che, progressivamente, guardi ad una restituzione al popolo del potere di giudicare, posto che la magistratura dello Stato fino a questo momento ha sistematicamente fallito il ruolo storico consegnato gli atti Costituzione.
LEGA ITALIA avverte fortemente la corruzione che la cultura del Paese sta progressivamente subendo senza che quasi se ne parli più a causa della crescita incontrollata del mondo islamico, il cui integralismo, fatalmente volgente al terrorismo e comunque liberticida e intrinsecamente criminale appartiene al suo modo di essere. E ferma, dunque, la volontà di LEGA ITALIA, di risolvere il problema con le leggi e con i mezzi drastici, anche al fine di mettere ordine nel mondo del lavoro, falsato dall’invasione islamica.
In tempi di disoccupazione crescente, ma anche a prescinderne, a cagione della nefasta conseguenza che l’inserimento del mondo islamico nel tessuto sociale comporta, è frequente, quasi costante, la lamentela di imprenditori, commercianti, artigiani per la quale vi sarebbe una sorta di costrizione alla utilizzazione o assunzione di stranieri tra i quali preponderante è la presenza islamica, per il rifiuto del compimento di certe attività lavorative da parte degli italiani. Si tratta di una motivazione non falsa ma di non rilevante rilievo,perché nella realtà l’utilizzazione di stranieri, clandestini o meno, in luogo di italiani, dipende dal fatto che gli stranieri sono sottopagati, spesso si tratta di lavoro nero ed insomma sono situazioni di autentica speculazione che certamente non potrebbero essere abdicate proporzionati con gli italiani. LEGA ITALIA ritiene necessaria la introduzione di una legge che imponga a chiunque intenda assumere stranieri di interpellare preventivamente nelle forme previste dall’attuale sistema o con meccanismi da introdurre, un cittadino italiano, con la ulteriore particolarità per la quale il rifiuto di prestare attività lavorative da parte di quest’ultimo lo collochi fuori delle provvidenze e di ogni forma di ammortizzatore sociale. Si tratta di un meccanismo che è destinato ad eliminare la disoccupazione in maniera consistente, anche e soprattutto nel settore del lavoro a tempo indeterminato, ed al tempo stesso a disincentivare l’ingresso di stranieri nel nostro Paese. Una simile dinamica, che, congiunta ad una politica dell’immigrazione si faccia carico di accrescere le opportunità di lavoro nei Paesi maggiormente inclini all’ingrossamento della schiera dei nostri immigrati, renderebbe fisiologica la presenza del fenomeno nel nostro Paese e contribuirebbe alla progressiva eliminazione dell’interferenza grave della cultura islamica con la nostra.
Continuità del lavoro e sicurezza degli ambienti costituiscono obiettivo rispetto al quale LEGA ITALIA ha elaborato un programma in cui si coniugano la libertà di mercato con la tutela del lavoratore e non soltanto di quello subordinato.
LEGA ITALIA, infatti, ripropone un cospicuo rilancio nella libere professioni, preoccupandosi di curare formazione e ragionata inemissione nel mercato stesso, senza venir meno alle prescrizioni europee poste a tutela delle prerogativ di libertà delle professioni medesime.
Molta fermezza intende esplicitare LEGA ITALIA rispetto alla Comunità Europea. Il partito è ero scettico rispetto a quanto espresso fino a questo momento dall’Europa, con riferimento agli interessi del nostro Paese. Più esattamente LEGA ITALIA è scettica rispetto a questa Comunità Europea, che ha contribuito alla distruzione di autentiche ricchezze del nostro Paese, come deve dirsi con chiarezza rispetto a tutto il comparto dell’agricoltura e degli allevamenti di animali e come deve dirsi rispetto a tutto ciò che è racchiuso nel Made in Italy, sistematicamente mortificato da astruserie presenti nelle normative europee cui è stato doveroso adeguarsi. E’ complicato oggi reiniziare un percorso tendente al rilancio del Made in Italy, ma vi si deve assolutamente provare perché li è tutta la ricchezza del nostro Paese, anche, secondo LEGA ITALIA, violando le imposizioni della Comunità laddove non sia possibile, per contrasti politici, la rinegoziazione di regole che andranno bene per l’Olanda o per il Belgio, ma sono la morte dell’Italia.
Ed il problema di fondo da risolvere, ed alla cui soluzione LEGA ITALIA intende riservare particolare attenzione, è quello di fermare una volta per tutte, la ragione vera della mortificazione dell’economia del nostro Paese da parte della Comunità Europea. Bisogna fermare l’iter di uno Stato Europeo capace di annullare le sovranità nazionali. Anzitutto, va detto che quando fa comodo, queste sovranità sono mantenute perché è di vantaggio per certi Stati. Può citarsi ad esempio il settore della giustizia, rispetto a quale può dirsi, senza tema di smentita, che nulla è cambiato nei rapporti tra Stati: le sentenze di uno Stato non valgono in altri Stati; la prevenzione comune dei reati è bloccata dalle diversità normative tra ciascuno degli Stati membri e la repressione non ha fatto registrare alcun miglioramento.
LEGA ITALIA ritiene che la strada dell’affinamento delle convenzioni internazionali sia quella da seguire senza che le specificità dei singoli Paesi vengano messe in crisi e senza che la presenza della Comunità Europea sia ridimensionata, bens’ rilanciata, quale elemento di catalizzazione attraverso la creazione rapida di convergenze dei Paesi membri sui contenuti delle singole convenzioni.
I guasti causati dall’euro nell’economia italiana, dei quali cresce il rilievo con il trascorrere del tempo, sono la migliore testimonianza che l’Europa di Stati o di Nazioni è la strada giusta, mentre lo Stato Europeo è una strada sbagliata, contro la quale LEGA ITALIA intende battersi.
Carlo Taormina
Presidente LEGA ITALIA
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