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22/1/2010 - REGGIO CALABRIA - GRAVE ATTO INTIMIDATORIO DELLA ‘NDRANGHETA

LEGA ITALIA giudica molto inquietante il ritrovamento, ieri a Reggio Calabria, di un auto piena di armi e bombe rudimentali in sosta lungo l’itinerario percorso dal corteo di auto blu con a bordo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il seguito presidenziale e gli uomini di scorta.
Nonostante la città fosse “blindata”, la ‘Ndrangheta ha dimostrato di avere comunque il controllo di quel territorio. Noi giudichiamo grave ed allarmante tale ennesimo atto intimidatorio, anche se gli inquirenti si sono affrettati ad escludere qualsiasi legame tra la visita del Presidente della Repubblica e il ritrovamento dell’auto-arsenale.
Del resto anche Piero Grasso, il Procuratore Nazionale Antimafia, lo ha considerato un segnale allarmante, al punto che ha dichiarato: "L'auto con l'esplosivo non sembrava pronta a esplodere, ma il messaggio delle cosche è stato chiaro: 'guardate cosa riusciamo a fare proprio sotto i vostri occhi'".
LEGA ITALIA chiede che sia ancor più intensificata la lotta alla criminalità organizzata ed alle associazioni criminali ed in particolare a quelle operanti in Calabria che, sempre più, si stanno ramificando in tutti i settori dell’economia: dagli appalti pubblici, alle aziende commerciali, all’edilizia sino alla gestione dei rifiuti.
Concordiamo con il Presidente della Repubblica che “…Chiede di scendere tutti in prima linea senza fugaci apparizioni…”
Gli ultimi fatti di cronaca avvenuti in questi giorni, dagli scontri di Rosarno agli atti di intimidazione mafiosa nei confronti della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, evidenziano una cronologia, a nostro giudizio, tutt’altro che casuale ed impongono che lo Stato risponda immediatamente anche attraverso una massiccia e rinforzata presenza delle Forze dell’Ordine. Alle Forze dell’Ordine va certamente il nostro ringraziamento per quanto già hanno fatto e stato facendo in Calabria, come pure ringraziamo e siamo solidali con la Magistratura Calabrese e con il Procuratore Generale di Reggio Calabria, dott. Pignatone.
Il nostro vivo apprezzamento va anche al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, Col. Angelo Santo ed al tempismo dimostrato dalla Magistratura in merito all’arresto di oggi operato a carico di una meccanico, pregiudicato con presunti legami agli ambienti ‘ndraghetistici, possessore dell’auto, indagato per presunto “Favoreggiamento personale aggravato”, in quanto le armi ricollegabili alle cosche della ‘Ndrangheta reggina.
M.F.
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