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News Lega Italia
Meno stato e più risorse ai cittadini

 

 
Meno stato e più risorse ai cittadini
 
La situazione finanziaria attuale  dello Stato italiano è grave.  Le cause sono molteplici e una di queste è sicuramente figlia della cattiva  e miope gestione degli ultimi decenni.
L’attenzione dei politici si è focalizzata a “tappare  buchi” (buchi peraltro in continua formazione), usando il solito mezzo: l’aumento delle tasse, invece di  una razionalizzazione delle spese, della diminuzione degli sprechi e di una politica economica in funzione dello sviluppo e della crescita.
La finanza pubblica italiana è come un lavandino senza tappo e con il rubinetto sempre aperto. Si chiedono sacrifici alle famiglie, ma quando veramente allo Stato? Quest’ultimo dovrebbe comportarsi come le famiglie italiane, cioè spendere in funzione delle risorse a disposizione, senza ricorrere alla “mungitura” dei soliti noti.
Si sono utilizzate tante parole per parlare dello sviluppo, ma nei fatti le risorse scaturite dai sacrifici sono assorbite dagli sprechi.
Riportiamo alcuni esempi eclatanti: la Tassa per l’Europa fu introdotta poichè indispensabile per il nostro ingresso nell’area euro e per diminuire i tassi d’interesse sul nostro debito pubblico. In effetti, queste condizioni si sono verificate, ma ci chiediamo: dove sono finiti i relativi risparmi? Nel solito lavandino senza tappo, mentre ai cittadini sono  rimasti prezzi più alti e  sacrifici. La lotta all’evasione è un obiettivo serissimo.  I risultati ci sono e costanti, ma le risorse derivanti da questo impegno si sarebbero dovute utilizzare per una rilevante riduzione della pressione fiscale, che al contrario non è avvenuta ed è in continuo aumento.
Tutte queste risorse dove sono finite? Nel solito lavandino. Le pensioni: ogni sei mesi un decreto che modifica i patti fra cittadini e Stato. Oggi addirittura si pretende di  rilasciare il TFR dei cittadini due anni più tardi dalla scadenza pensionistica.  Ad ogni riforma corrisponde sempre un risparmio di risorse ed i risparmi  sono stati consistenti. Queste risorse dove sono finite? Nel solito lavandino. Tutto questo non è serio.  E’ necessaria una riforma coerente, anche più stringente se necessario, ma chiara e duratura nel tempo. Si potrebbero fare tantissimi altri esempi, ma pensiamo che questo basti per far capire l’ormai più che evidente inadeguatezza della nostra classe politica, sia essa di sinistra sia di destra, che sperpera i soldi e i sacrifici dei cittadini.
Il   governo    di    centrodestra   ha   fallito.  Non ha apportato, come promesso, quelle riforme sostanziali necessarie ad ammodernare il nostro stato, con la riduzione  del debito pubblico, degli sprechi e delle tasse, e a concentrare le risorse verso i cittadini e l’economia.
La manovra finanziaria varata di recente è a nostro avviso deludente, stile vecchi governi di centrosinistra, basata sul cosiddetto “abbassamento del debito pubblico” ma che in pratica significa ulteriori sacrifici per le famiglie e per le imprese senza una politica economica di sviluppo a sostegno e rilancio dell’Italia.
Questa finanziaria ha annullato quel poco di positivo che si era fatto in favore delle famiglie, in particolare di quelle a reddito fisso e/o monoreddito, mettendole in ulteriore grave difficoltà.  E non aiuta di certo le imprese a risalire dal sommerso e a creare nuovi posti di lavoro.
Il federalismo fiscale, poi, è diverso da ciò che si sperava, perché di fatto andrà ad autorizzare gli enti locali ad aumentare le tasse territoriali, innestando il circolo vizioso dell’accrescimento fiscale che il centro sinistra ci ha addossato ed il centro destra non è stato in grado di fermare. 
Lega Italia ha 5 proposte concrete e correttive per dare una sterzata necessaria a contenere e ridurre  il debito pubblico e gli sprechi, e al contempo rilanciare “l’azienda” Italia attraverso lo sviluppo e il lavoro:

  1. Mettere uno stop al prelievo fiscale,  stabilendo nella Costituzione la percentuale massima di pressione fiscale, accettabile, in modo che i nostri governanti sappiano che oltre quel tetto non si possa vessare i cittadini.
  2.  Aumento dell’IVA, solo se a questo corrisponde una diminuzione delle Imposte Dirette.
  3. Abolizione dell’IRAP, tassa iniqua e controcorrente, perché grava sulle imprese soprattutto piccole (spina dorsale della nostra economia); perché il calcolo di quest’imposta  non pesa solo sull’utile aziendale, ma controsenso si paga anche sugli interessi, quindi sugli investimenti aziendali, sulle spese del personale,  e quindi sull’occupazione; perché questa tassa non può essere dedotta dal reddito, quindi si ripagano le imposte dirette anche sulla tassa stessa.
  4. Un modo innovativo per aiutare a crescere la nostra piccola impresa attraverso la  creazione di un’agenzia, che faccia convergere il duplice interesse del piccolo risparmio a basso rischio, con la necessità di finanziamento della piccola impresa. Il risparmiatore invece di fare investimenti rischiosissimi (vedi recenti vicende), comprerebbe quote di partecipazione con margini interessanti.
  5. Vendita di  parte del patrimonio dello Stato, solo se  questo sia indirizzato per la diminuzione dello stock del debito pubblico.  I vantaggi derivanti sarebbero due un minor debito pubblico, di conseguenza meno esborso d’interessi passivi che gravano sull’Italia,  e un miglioramento dei conti dello Stato. Questo principio dovrebbe valere anche per la vendita delle aziende di proprietà o  partecipate dallo Stato. Non come succede oggi che si dismette il patrimonio per tappare i soliti buchi provocati per un eccesso di spesa improduttiva e molte volte clientelare.

In poche parole, meno Stato e più risorse lasciate ai cittadini per poter far crescere questo nostro meraviglioso Paese.

 

Il Vice Presidente di LEGA ITALIA
            Gaetano Perna 

 

 LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE

 

LEGA ITALIA, nel quadro dei principi che stanno a fondamento dello Statuto e della iniziativa politica, preso atto di un non trascurabile movimento d’opinione, sollecitato anche dalla Conferenza Episcopale Italiana e da recenti dibattiti esterni, per la sollecitazione del mondo cattolico ad un impegno politico concreto, si propone come punto di aggregazione di associazioni, comunità, aggregazioni, partiti politici che intendano raccogliere l’interesse rinnovato ad una moralizzazione della vita pubblica ed al recupero dei valori cristiani nella vita associata individuale LEGA ITALIA intende, all’insegna di tali finalità, aprire un dibattito immediato nell’ambito di tutti gli strati sociali per comprendere quali siano le esigenze più urgenti di restaurazione e per adeguare ad esse l’azione politica del Partito.

E’ necessario, infatti, che le problematiche in questione escano da logiche settoriali e dalle valutazioni di interessi particolari o di specifiche categorie anche di tipo culturale e divengano patrimonio ed oggetto di critica costruttiva a livello generale.

Non può trascurarsi che il rilancio dei valori cristiani non è di interesse soltanto, tra l’altro, del mondo cattolico ma anche di un mondo occidentale impregnato di quei valori per la loro valenza assoluta pur senza essere vicino al cattolicesimo. E’, quindi, indispensabile il coinvolgimento di tutti nella rinascita dell’interesse a stili di vita conformi a regole di morigerazione e rispetto della propria ed altrui persona, a criteri di comportamento ispirati a principi di solidarietà sociale ed individuale, a condotte di vita pubblica improntata ad onestà assoluta ed al perseguimento dell’interesse comune, ad un recupero dei valori dell’intima coscienza ed alla tutela delle altrui diversità.

LEGA ITALIA, per favorire la sua opera di catalizzazione di quanti intendano cimentarsi nella vita politica e di quanti vogliono sostenere i futuri protagonisti dei vari momenti istituzionali nonché di ogni espressione del mondo imprenditoriale o industriale virtuoso insieme a tutte le espressioni della cultura umanistica e scientifica, ritiene opportuno lanciare una versione del proprio simbolo con la chiamata a raccolta, anche formale dei “Cattolici Europei Riuniti” che si augura trovi largo consenso nell’opinione pubblica. Tale simbolo è qui per la prima volta oggetto di divulgazione.

 


 

 

On. Prof. Carlo Taormina

Presidente di LEGA ITALIA

 
NO ALLA DISCARICA A RIANO: LEGA ITALIA A FIANCO DEI CITTADINI TUTTI

 

 

Roma: domani, sabato 8 ottobre 2011 alle ore 9.30 sulla Via Tiberina i cittadini di Riano e dei Comuni limitrofi scenderanno in piazza per dire no alla discarica. Inaccettabile appare infatti la scelta di un piccolo territorio  come quello della cittadina a nord di Roma (che molti ricorderanno fu già funestata dallo scandalo dei rifiuti tossici sotterrati a Piana Perina) come alternativa alla immensa discarica di Malagrotta, ormai esausta nonostante i suoi 200 ettari di estensione. Secondo le peggiori tradizioni italiche anche per la questione Malagrotta ci si è mossi in emergenza, penalizzando un territorio già sufficientemente provato, intensamente popolato ed evidentemente considerato di serie B (se non C o D). Il Prefetto Pecoraro ha assicurato che la discarica a Riano sarà provvisoria, ma questa dichiarazione poco conforta in un Paese ove purtroppo troppo spesso il provvisorio diventa definitivo. Antonia Mattei, Segretario Generale Organizzativo di LEGA ITALIA  sottolinea come il sito di Quadro Alto sia stato individuato e scelto senza che la cittadinanza e l'amministrazione comunale siano mai state informate od ascoltate e ribadisce l'impegno di LEGA ITALIA a collaborare con l'amministrazione comunale di Riano e le altre forze politiche affinchè lo scempio delle cave di Riano sia fermato. Lega Italia sarà a fianco ai cittadini per le battaglie che intenderanno intraprendere a tutela del territorio ma soprattutto della salute dei cittadini.

Ufficio Stampa LEGA ITALIA  

 

 
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