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LE RAGIONI DELL’IMPEGNO
 
di Gaetano Perna, vice presidente di LEGA ITALIA
 

 

Il nuovo assetto della politica nazionale, sempre più improntato al livellamento (o addirittura all’annullamento) delle diverse identità politiche e ad una gestione sempre più verticistica del potere, mi hanno portato a non riconoscermi più in ciò che nel 1994 mi aveva convinto a “scendere in campo” in politica, cosi come fece anche l’amico Carlo Taormina.  
 
I riflessi di detta demotivante deriva politica, sono ben evidenti nell’attuale assetto dei partiti, del cui operato non possiamo che rammaricarci, soprattutto, per quanto riguarda ciò che ci sta più a cuore e che abbiamo contribuito a far crescere con tanto impegno e dedizione.
Troppo spesso la mancanza di talento viene compensata con provvidenziali raccomandazioni che aprono porte molto utili; troppo spesso il presenzialismo servile assieme ai “potenti”, spiana la strada per l’ottenimento di prestigiosi incarichi. Troppo spesso ci si ricorda di chi lavora alla base, soltanto al momento del voto, cumulando, imperturbabili, cariche e privilegi di ogni sorta.  

 

Tutto ciò è divenuto insopportabile per i molti che, come me, si sono accostati alla politica proprio perché credevano nella forza e nell'importanza di certi valori per perseguire ed ottenere davvero un autentico e vantaggioso cambiamento per tutti ed in particolare, per i più bisognosi. 
 
 

 

Come si fa a cambiare sul serio e, soprattutto in meglio, il Paese con certi personaggi che, più che badare all’interesse comune ed essere attenti alle istanze che vengono dai cittadini, sono concentrati soltanto sul mantenimento delle proprie posizioni di prestigio ed agiatezza?

 

 

 

 

E dove sono finite tutte quelle forze sane della società, che hanno creduto e combattuto davvero per quel cambiamento in meglio del nostro paese?
 
La passione e l’abnegazione di chi ha cercato di realizzare i propri ideali con partecipazione autentica e proposte vere, sono state totalmente vanificate, creando uno scontento dilagante, la cui evidenza sta sempre più crescendo e mettendo in mostra i suoi effetti devastanti.
 
Credo che a questo punto sia indispensabile, irrinunciabile ed improcrastinabile la nascita di un nuovo Movimento, che divenga espressione di quel pensare e sentire che unisce e rappresenta tutti coloro che si sono lungamente e generosamente impegnati nel lavoro politico e che ora si sentono orfani di rappresentanza partitica e politica.
 
Dare un senso nuovo e responsabile al modo di fare politica, è senza dubbio il punto di partenza fondamentale per ritrovare la strada della partecipazione corale, del confronto, dell’operosità e della fattività riguardo ai problemi veri della gente e dell’essere, prima di tutto, cittadini tra i cittadini. 
 
 

 

 
La mia scelta deriva proprio da tutto ciò e si è resa possibile soltanto grazie all’amico Carlo Taormina che ha ritrovato la forza ed il coraggio di combattere ancora per i diritti di tutti gli italiani decidendo di fondare il nostro Partito LEGA ITALIA, sebbene deluso ed a mareggiato dalla precedente esperienza di fondazione partitica. Ho potuto scegliere di aderire ad un Soggetto Politico nuovo, ma memore degli insegnamenti del passato e ricco di quel patrimonio di esperienza di quanto c’era di buono nella vecchia politica, di quanto aveva ispirato i valori che portarono alla fondazione, nell’ormai lontano ’94, di un promettente Partito che nel giro di pochi anni ha avuto il suo infausto epilogo nell’attuale potentato politico caratterizzato di un esagerato dirigismo personale ed una soppressione della democrazia parlamentare.
 
Sono padre e sentire continuamente che la generazione dei nostri figli non potrà sperare in un futuro migliore - mi chiedo come si faccia a parlare ancora  di “ottimismo” -, rafforza in me la convinzione che è necessario impegnarsi nuovamente, ora più che mai, in prima persona, affinché la politica si applichi senza alcun alibi, alla programmazione concreta e ad elaborare proposte veramente efficaci e realizzabili, che permettano anche ai nostri figli di credere e di impegnarsi per un futuro migliore.

Io credo che sia compito essenziale della politica guardare, oltre che al contingente, anche e soprattutto, al futuro dei noi tutti cittadini. Sostegno alla famiglia, tutela della fascia di popolazione disagiata, rilancio dell’economia, tanto per citare qualche caso, sono temi che hanno registrato le promesse di tutti e l’impegno timido ed insufficiente di pochi. Ma la demagogia serve a carpire consensi elettorali, non a produrre risultati.   Non basta, ad esempio, auspicare una maggiore attenzione al sostegno della piccola e media impresa (momento cardine del rilancio economico), se a promesse per tali ambiti non conseguono impegni e risultati concreti: niente semplificazione vera in tema di burocrazia, niente semplificazione fiscale, nessun alleggerimento normativo. Tutto questo è ormai improcrastinabile.

Il peso della crisi economica ci impone scelte rapide e sostanziali.   Bisogna inoltre creare una nuova cultura che non abbia come fondamento l’assistenzialismo diffuso, singolo o d’impresa, ma che si basi sul concetto che la ricchezza, prima di essere distribuita, debba essere creata, evitando ciò che è stato finora: distribuire debiti, che poi qualcuno dovrà pagare. E quel qualcuno sono i nostri figli.   Per guardare al futuro con fiducia e riaccendere la motivazione ad impegnarsi per favorire e determinare un cambiamento migliorativo, serio ed urgente, io ho deciso di aderire a LEGA ITALIA! Aderisci anche tu, se vuoi davvero che l’Italia ed il futuro nostro e dei nostri figli siano concretamente migliorati, seriamente e al più presto!