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Disabilità? Stop ai tagli, si ad una spesa sociale qualificata
Mentre Paul Benkimoun ha scritto recentemente su Le Monde : “i tagli alla spesa sociale dei governi italiani per ridurre i disavanzi di bilancio sono dolorosi dal punto di vista economico e rappresentano un costo in termini di vite perdute” , il nostro ministro Tremonti ha dichiarato l’estate scorsa: “milioni di invalidi rendono l’Italia non competitiva”.
Possibile si pensi davvero che la crescita del PIL debba essere fatta sulla pelle delle persone più deboli?
Possibile si pensi che l’unica strada per riuscire ad essere competitivi con gli altri Paesi siano i tagli della spesa sociale?
Noi pensiamo che la crescita di un Paese civile si fa con l’inclusione e non con l’esclusione e diciamo a Tremonti che le persone con disabilità non sono incapaci e malate ma sono cittadini che partecipano attivamente alla vita di questo Paese e che lo Stato dovrebbe provvedere a garantire i loro diritti rimuovendo barriere, ostacoli e discriminazioni.
Caro Tremonti, le persone con disabilità continuano ad essere penalizzate nella scuola, nel mondo del lavoro, nei servizi sanitari, ecc. e se invece si investisse in servizi appropriati di sostegno all’inclusione ?
Si otterrebbe una spesa sociale qualificata che andrebbe a tutto vantaggio del Paese nel suo complesso, ma evidentemente noi abbiamo un’altra idea di Stato e di società. |