News da LEGA ITALIA
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CARLO TAORMINA PRESENTA LEGA ITALIA!IL PARTITO DEL MADE IN ITALY NELLA CULTURA E NELL'ECONOMIA Libertà. Legalità. Liberismo. Solidarietà. Riforme. Il sistema politico, imperniato su un bipartitismo sbagliato e perciò soffocante, è bloccato sulla prevaricazione di una parte dei cittadini in danno degli altri come riflesso di una istituzionalizzata dittatura a favore di chi risulti vincitore della competizione elettorale. Per queste stesse ragioni, le istituzioni non rispondono all’esigenza di tutela degli interessi di tutti gli italiani, ma solo di quelli che danno corpo alla maggioranza. Ed ancora, per la medesima ragione, si è impiantata nella politica attuale una personalizzazione assolutista del capo che si traduce nell’annientamento del Parlamento, occupato da persone imposte ai cittadini e non da essi prescelte, e nell’affidamento di ogni genere di istituzioni, dal governo al sottogoverno, a rappresentanti in gran parte inadeguati per competenza e per moralità. Ed è sempre per questo progressivo distacco del sistema politico dalle regole democratiche, che si celebra il livello più alto di disprezzo, talvolta ingiustificato ma comprensibile, dai cittadini per le varie “caste”, politiche, burocratiche, della medicina, dell’università, dell’economia, della cultura.
I diritti civili si vanno sempre più assottigliando all’insegna di sempre nuove situazioni emergenziali. Le leggi, le regole in genere divengono sempre più restrittive, la tutela del cittadino e della famiglia sempre più carente; i diritti, anche quelli più sbandierati dalla politica come la “privacy” e la “trasparenza”, rimangono esercizi virtuali di filosofia politica.
Il sistema giudiziario è vittima di apparenti riforme che ne peggiorano la condizione e la logica di potere da cui è pervasa; la magistratura schiaccia quotidianamente i cittadini, sempre più ridotti all’impotenza ed al silenzio.
L’informazione è gestita da pochi che si spartiscono la torta e che si accordano per renderla omologa alla classe politica dominante, senza opposizione alcuna. Stampa e televisione sono brutalmente comprati non con piatti di lenticchie, ma con vantaggi economici difficilmente calcolabili. L’economia del Paese, immersa ormai in una logica di finanza meramente virtuale, appare sempre più lontana dalle esigenze e dalle necessità dei lavoratori e degli imprenditori e ha finito per compromettere le stesse potenzialità di sviluppo del Paese. Il degrado della moralità, dei valori etici, della cultura, quella ufficiale e quella non ufficiale, è ormai dilagante e, senza un adeguato governo del multiculturalismo la ricchezza del pensiero italiano, sulle cui radici storiche di ordine mondiale non è necessario soffermarsi, si va disperdendo ad una velocità impressionante.
Non diversa è la sorte dei valori cristiani e più in generale di quelli religiosi, sicuramente custodi di valori morali ugualmente essenziali e coltivabili anche prescindendo da pratiche di fedi o di culti. L’invadenza dello Stato, con le sue leggi e con il suo dirigismo, contribuisce non poco alla dispersione di punti di riferimento importanti, anche per chi non li condivide. L’invasione islamica, che difficilmente riesce a distanziarsi dal terrorismo islamista per la matrice violenta insita nei precetti religiosi, sta consumando, in un silenzio sempre più assordante nel quadro di alcune ipocrisie anche oggi presenti nella politica dell’immigrazione, i residui spazi che la cultura cristiana è riuscita a difendere. Era necessario, per recuperare terreno su queste ed altre sofferenze del mondo contemporaneo, individuare un modulo, semplice ma efficace, che consentisse di invertire la tendenza. Di qui l’idea di organizzare un’ aggregazione movimentista e partitica che, senza impiegare nel nazionalismo, intenda mettere alla base della sua opera il recupero dell’italianità. Ciò significa, certamente, assumere, una posizione chiara sull’europeismo che, senza essere rinnegato, deve essere professato in funzione di una evoluzione verso una Europa di Stati e non verso uno Stato europeo. La puntualizzazione è importante perchè non si recupera l’italianità se, dal piano delle attività produttive e quello della cultura, si rimanga costretti ad omologazioni rivelatesi dannose non solo dal punto di vista morale ma anche da quello sociale ed economico. Dunque, un’italianità che viva nell’Europa, ma soprattutto, dal lato identitiario, una italianità. Sotto questa egida, l’idea è quella di una aggregazione politica che nasca all’insegna di un made in Italy da rilanciare, da far crescere e da difendere, non solo con riferimento a tutti i ben noti valori ma anche a tutte le implicazioni sociali e culturali. Il minimo comune denominatore di ogni categoria produttiva, dall’industria al commercio, dalle professioni all’artigianato, dal sistema creditizio agli investimenti, delle piccole e medie imprese, all’industrie, all’agricoltura agli allevamenti di ogni dimensione, dalla ricerca alla formazione culturale e professionale, dalla scuola all’università, dal lavoro dipendente al lavoro autonomo, deve essere la possibilità fattuale di affrontare i problemi al di fuori di qualsiasi inflessione partitica onde apprestare “prodotti” che sappiano distinguersi per quelli che noi siamo, nella consapevolezza storica che il made in Italy, come beni, come idee, come pensiero, come cultura, ha sempre illuminato il mondo e che invece il degrado politico, economico e sociale di oggi, ha snaturato. LEGA ITALIA nasce, dunque, con questi obiettivi ed all’insegna di un pragmatismo che farebbe ad essa ripudiare persino l’etichetta di trasversalità. Il bipolarismo o bipartitismo di oggi si è rivelato un nuovo modo di spartizione della torta e di annullamento dell’italianità, con l’ovvia conseguenza che è necessario ricominciare da capo, liberando la testa degli italiani dal continuo lavaggio del cervello, di destra e di sinistra, che è la fonte principale di un potere ormai assoluto del vertice e che fa ormai percepire una tale invasività da non lasciare spazio a niente e a nessuno. A questo stato di cose si vorrebbe rispondere con una autentica svolta.
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